Ancona città di mare

Ancona, città di palazzi, di chiese e musei, città di roccia e di collina ma soprattutto città di mare.
Città delle Marche e capoluogo della provincia amonima, Ancona prende il nome dal caratteristico gomito della costa adriatica, dovuto al promontorio del monte Conero che si spinge e si protende con forza verso il mare, come per conquistarlo, o forse solo per difendersi dai suoi artigli verdi ed azzurri in un eterno abbraccio che segna nel profondo tutta la sua esistenza.
Ancona è infatti unica nel suo genere in quanto, grazie alla sua posizione a gomito, potrete vedere il sole sia sorgere che tramontare sul mare.
Il gomito nasce dal Monte Conero e si allunga sul mare con una seriea di rupi, che prendono i nomi di: Trave, Passetto e Gallina. Tra il Passetto e il Porto le rupi formano tre colli: il Cardeto, i Cappuccini (già San Cataldo) ed il Guasco (già Cumerio). A sud, coronato dai bastioni della Cittadella, c’è il Colle Astagno.
Quando, all’epoca di Dionigi il Vecchio, i Greci siracusani di stirpe dorica nel 387 a.C. innalzarono la città, videro immediatamente in quella baia riparata dai monti, in quella posizione che permetteva una protezione naturale dal mare, una posizione straordinaria per costruire quello che oggi è diventato uno dei maggiori porti commerciali dell’Adriatico e dell’intera Penisola.

Il porto di Ancona

Già al tempo della guerra illirica fu un importante base navale della flotta romana.
Caduto l’impero romano d’Occcidente rimase sotto la protezione di quello d’Oriente. Fece parte della Pentapoli sotto il dominio del duca di Spoleto. carlo Magno la donò alla Chiesa assieme all’esarcato di Ravenna.
Nel 1167 Federico Barbarossa la cinse d’assedio ma Ancona si liberò pagando una grossa taglia. Nel 1174 l’arcivescovo Cristiano di Magonza rinnovò l’assedio e in questo frangente la città dimostrò un coraggio ed una tenacia che rimasero tra le pagine più spettacolari della sua storia.

Si ordinò poi in repubblica e si pose sotto la protezione del papa, durata fino a che, per opera di Clemente VII, si mutò in sovranità diretta (1532).
Da questo momento la sua storia si confonde con quella degli stati pontifici.
Nel 1797 fu occupata dai Francesi e divenne capoluogo del dipartimento anconetano del Metauro.

Tornò al papa nel 1815, gli si ribellò nel ’31, e nel ’38 fu rioccupata dai Francesi.
Nel 1848, la flotta sarda, dopo aver giurato lo statuto di Carlo Alberto, vi innalzò il tricoloro, fra l’entusiasmo del popolo. Nel 1849 soffrì per 17 giorni il bombardamento degli Austiaci, dimostrando un accanimento e un valore tali da rendersi meritevole della decorazione speciale di medaglia d’oro.
Nel 1860 unì finalmente le sue sorti a quelle del regno d’Italia.

Durante la seconda guerra mondiale Ancona subì massicci bombardamenti aerei alleati e specie quello del 1° novembre 1943 arrecò danni ingenti alle abitazioni, alla parte medievale e rinascimentale e ai rioni Porto e S. Pietro. Nel dopoguerra si è proceduto a ricostruzioni, restauri e si è provveduto all’esecuzione di un nuovo piano edilizio.

Quando nel 1972 la città fu colpita da un forte terremoto e gli scavi conseguenti alla ricostruzione portarono alla luce importanti reperti archeologici: vennero scoperte una necropoli Picena e una necropoli greco-romana, tuttora oggetto di scavo.

Tra gli ultimi recuperi vi è la Tomba “del parrucchiere”, così nominata per gli strumenti caratteristici ritrovati. Tracce di un antico insediamento scoperto nel Colle del Cordeto sono anch’esse di importante valore storico.

Conserva le caratteristiche vie medioevali, specialmente nelle vicinanze del duomo e del porto. Sono molti i luoghi di intersse archeologicho ed i monumenti di Ancona.

Dovreste proprio vederla Ancona, vederla con i vostri occhi, anzi, dovreste sentirne i rumori, gustarne i sapori, solo così si può cogliere davvero il suo fascino e la sua bellezza. E se non potete concederle molto tempo, almeno dedicatele una passeggiata e guardatela sfilare con i suoi 2.400 anni di età.
Provate ad aggirarvi per le sue vecchie strade, magari partendo dal suo antico punto di approdo, il molo della lanterna, presso il quale costruzioni, monumenti ed edifici di ogni epoca testimoniano la sua grande storia.

Sono numerosi i luoghi di interesse storico che potete visitare nella città in tempi rapidi; in particolare, oltre all’Arco di Traiano (monumento insigne dell’epoca romana) ed alla Cattedrale di San Ciriaco che domina sul porto, nel raggio di poche centinaia di metri trovate la zona storica ricca di suggestioni quali la Mole Vanvitelliniana, la Loggia dei Mercanti, Santa Maria della Piazza, la Chiesa del Gesù e San Francesco alle Scale, Piazza del Plebiscito, la Pinacoteca “Podesti” ed asltri bellissimi edifici del ‘500, del ‘600 e del ‘700.

Possiede anche il Museo Nazionale Archeologico, uno dei più importanti d’Italia, che accoglie oggetti di scavo dell’epoca neolitica e dell’età del ferro; una pinacoteca, una biblioteca comunale.

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