Intervista al fotografo Emanuele Maggini

Da appassionati di fotografia, abbiamo avuto il piacere di incontrare ed intervistare il fotografo marchigiano Emanuele Maggini, uno dei migliori talenti fotografici emergenti in Italia, che ha avuto la fortuna di fare della sua passione il proprio stile di vita sicuramente grazie al suo occhio da fotografo che sa trasformare oggetti, gesti ed espressioni apparentemente più insignificanti, in vere e proprie opere d’arte, sia che si tratti di fotografie per scopi pubblicitari, sia che si tratti di still life o di book fotografici.

Saranno l’aria ed i profumi della nostra Riviera del Conero che immortala a volte durante le sue uscite fotografiche?

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Emanuele cosa pensi della fotografia di oggi?

E.M. – Penso che oggi come in passato la fotografia sia un punto di forza sotto tutti i punti di vista, commerciale e non, è da sempre un’arte capace di toccare nel profondo le menti delle persone pur essendo un’arte silenziosa, in una frazione di secondo si posso trasmettere tantissime sensazioni ed emozioni e tanto più sarà forte il messaggio tanto più sarà forte la scossa emotiva di chi “legge” quella foto.

Perché hai scelto come forma d’arte proprio la fotografia in particolare la fotografia pubblicitaria?

E.M. – Perchè è un’arte silenziosa, non ho bisogno di parole per far arrivare un messaggio, lo immortalo dietro allo scatto e interagisco di volta in volta con la sensibilità di chi osserva la fotografia. Adotto due metodi per farlo: uno è quello della classica foto cruda ed esplicita, dove ti mostro la realtà scomoda di un tema sempre più spesso sociale, l’altra è quella di scattare una foto semplice, apparentemente banale dove è racchiuso un messaggio molto più profondo. Il risultato è il medesimo, quello di trasmettere.

Per quanto riguarda il perchè – continua Emanuele Maggini – ho scelto di affermarmi come fotografo pubblicitario è molto semplice: perchè è il mezzo migliore per trasmettere. Se non vuoi ascoltare una canzone, spegni la radio, idem per un film ma una volta vista una foto, se riesce a toccare quelle giuste corde interiori, allora puoi anche chiudere gli occhi. Ormai sarà indelebile nella tua mente.

Da come parli per te trasmettere con la tua arte è fondamentale, puoi spiegarci il perché?

E.M. – Oggi non è più sufficiente fare una bella foto, parlo sia a livello commerciale che nel book fotografico privato. Studiata per anni la tecnica tutti posso fare foto stupende ma ognuno avrà una sua idea di come fare quella foto e di cosa voler trasmettere. L’idea e il messaggio sono le due cose più importanti di una fotografia, senza ci ritroveremmo a vedere fotocopie su fotocopie di una realtà anonima mentre secondo me le emozioni impresse devono essere quanto più tangibili possibili, tanto da poterle quasi afferrare.

Quanto c’è di tuo in una foto?

E.M. – Se parliamo di foto personali, cioè non commissionate potrei risponderti che sono il riassunto di tutte le foto scattate fino ora. Ogni mio pensiero è impresso nella foto in quella frazione di secondo e non centra il contesto, posso fotografare un’alba stupenda ma se sono triste ci saranno dettagli che inevitabilmente traspariranno e viceversa.

Mentre in una foto commissionata dove la componente creativa del fotografo è fondamentale, sia che si parli di un’azienda che di un book fotografico, mi faccio trascinare dall’emozione che mi è stata chiesta di immortale nella foto, riuscendo oggi a scindere l’emotività personale.

Ti è mai stato chiesto di mandare, tramite le tue foto, un messaggio che non ti rappresentasse?

E.M. – Domanda curiosa, mi era stata fatta poco tempo fa mentre facevo una meeting di fotografia pubblicitaria. Ti rispondo che no, non mi è mai successo ma so che potrà capitare.

Oggi le persone penso seguano una linea più o meno dritta per quanto riguarda il tema sociale, o almeno la maggior parte. Parlo dell’omofobia, femminicidio, mosoginia, razzismo e tanto atro; temi che più di una volta mi sono ritrovato ad affrontare anche grazie all’incarico di lavori commissionati dalle stesse aziende. E concluderei che NO,questo non è solo il mio lavoro ma anche il mio stile di vita, se andassi contro i miei principi mi contraddirei da solo perdendo tutto il resto.

Una curiosità. Puoi dirci qual’è  la foto che hai scattato più importante per te?

La prima in assoluto, perchè è stata quella che mi ha spinto a essere ciò che sono ora a livello lavorativo e artistico. Senza di quella non amerei tanto questa forma d’arte.

Un ultima domanda Emanuele. Ma questa Riviera del Conero che troviamo in alcuni tuoi scatti cosa ha di speciale?

La Riviera del Conero secondo me trasmette magia. Oltre ad essere una località fantastica con spiagge straordinarie che fanno invidia a mete ben più blasonate, ogni volta che mi trovo a dover realizzare dei servizi fotografici in questa location, vuoi per mia scelta, vuoi per richiesta del cliente, mi sento subito attraversato da una straordinaria sensazione di gioia che non è facile descrivere. Vi assicuro che gli scorci mozzafiato, le luci ed i colori dell’alba sono unichi in questi posti.
Consiglio vivamente a chiunque passi nelle Marche di fare una tappa obbligatoria nella Riviera del Conero!

Ringraziamo Emanuele per questa interessante intervista e lo salutiamo con un “BUONA LUCE”!

Se volete scoprire i suoi scatti potete farlo sul suo sito web www.emanuelemaggini.com o sulla sua pagina ufficiale Facebook Emanuele Maggini Fotografo

 

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