La chiesa di Santa Maria di Portonovo, gioiello romanico sul mare

Portonovo e questa parte della costa adriatica è sicuramente conosciuta da molti come luogo di villeggiatura per le vacanze estive. Per chi passa in questa zona delle Marche vi consigliamo una visita alla chiesa di Santa Maria di Portonovo, uno dei massimi esempi di “romanico” delle Marche.

Sorge in una posizione incantevole su un piccolo rialzo roccioso proteso nel mare ed è lambita dal verde della macchia mediterranea caratteristica della Riviera del Conero. Non ci sono fonti certe che possano certificare la storia della nascita di questo esempio dell’architettura medievale marchigiana, tuttavia gli studiosi hanno tentato una ricostruzione verosimile delle sue vicende costruttive.

In passato si  parlò di un documento che avrebbe testimoniato la donazione del terreno per costruire un monastero benedettino a Portonovo nel 1034, documento oggi disperso e con dubbi di autenticità. È però noto che san Gaudenzio soggiornò a Portonovo per due anni e che vi morì: la sua morte rappresenta pertanto un discreto termine cronologico per la costruzione, posta tra il 1044 e il 1050, datazione che concorderebbe
con i caratteri morfologici dell’edificio.

La Chiesa di Santa Maria di Portonovo

La Chiesa di Santa Maria di Portonovo

La struttura architettonica della chiesa oltre ad essere particolarmente suggestiva è anche molto singolare: una fusione di croce greca, pianta basilicale e chiesa a cappelle parallele. Le mura esterne sono state realizzate in pietra bianca del Conero, mentre la pavimentazione interna è costituita da pietra gialla e cotto. Nella parte bassa dell’edificio si trovano alcune monofore, mentre nella cupola a pianta ellittica di taglio bizantino si trovano alcune bifore.

Santa Maria di Portonovo, insieme all’ adiacente edificio monastico occupato dai frati benedettini, erano le uniche testimonianze di vita a Portonovo.
La chiesa (già citata in una traccia dell’anno 1034), e il luogo, offrivano ai fratelli in Benedetto le condizioni di osservanza della sacra Regola che imponeva loro il lavoro, la preghiera, l’umiltà e l’anonimato.

La chiesa nata come luogo di culto di un monastero benedettino, raggiunse una notevole importanza nelle Marche medievali e fu distrutta in parte nel 1320 a causa di una frana scesa dal monte Conero che invece non risparmiò il monastero, del quale non rimane traccia. Quando i monaci benedettini la abbandonarono, la chiesetta non fu usata per alcuni secoli.

A partire dal 1436 il complesso fu affidato ad alcuni monaci eremiti, dopo essere pervenuto sotto la giurisdizione del Capitolo della Cattedrale di Ancona. Il monastero continuò però a non avere vita facile, poiché una scorreria dei Turchi contribuì nel 1518 alla definitiva rovina dell’edificio, già molto logoro a causa delle continue frane. Durante il periodo napoleonico la chiesa venne usata dalle truppe fino al 1837 quando l’abate Casaretto
si ritirò in eremitaggio a Portonovo e intraprese un restauro della chiesa.

Negli anni successivi, a partire dal 1860, la proprietà dell’edificio passò al Regno d’Italia, le cui istituzioni lo trascurarono al punto che divenne ricovero per pastori e greggi, fino a quando, nel 1894 si iniziò il primo restauro sistematico del complesso, con il consolidamento delle strutture e la rimozione degli intonaci ottocenteschi dalle pareti.

Nuovi restauri dell’intero complesso sono stati intrapresi tra il 1988 e il 1995, mentre nel 2002 sono stati effettuati scavi archeologici che hanno messo in luce un cimitero medievale e hanno permesso di rintracciare le fondazioni della torre campanaria, nota dai documenti, ma non ancora localizzata e di individuare  strutture più tarde intorno alla chiesa, come l’abitazione eremitica.

Doveroso citare i ristoranti che troverete lungo la strada che scende lungo il Monte Conero, giù fino al mare: Il Molo, Giacchetti e la Capannina quelli sicuramente consigliati per gustare i prodotti tipici della zona: i famosi “moscioli” di portonovo, magari sorseggiando un buon verdicchio dei Castelli di Jesi!

La valorizzazione e la fruizione pubblica della Chiesa di Santa Maria di Portonovo è passata a gennaio 2017 ad “Italia Nostra Onluso” che renderà nota a breve la data di riapertura della chiesa al pubblico. www.italianostra-ancona.org

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